Digital 2020 di ottobre, segnali interessanti per il B2B

  • 14 Novembre 2020

Il DIGITAL 2020 è un report molto interessante per aprire l’anno, ci si possono trovare indicazioni e tendenze molto utili. Quest’anno poi sarà ancora più interessante capire cosa è effettivamente successo per capire come prepararsi al 2021 oramai alle porte.

A mio parere in questo report di ottobre c’è una grande conferma e un’intuizione che poteva essere inseguita già da inizio pandemia.

Come avevo già detto, uno dei modi per affrontare questa pandemia è rappresentato dall’organizzazione di eventi digitali. Di fatto, da marzo ad oggi ne sono spuntati veramente tanti. La soglia di entrata si è abbassata tanto da far diventare grautiti alcuni eventi e fatto scendere il biglietto di altri. Un ottimo modo per ottimizzare il costo dei lead, non c’è che dire.

Parallelamente, non può non saltare all’occhio l’elevato numero di persone che usufruisce di video (si conferma il 90%!), per non parlare di vlogs (che di fatto è tempo passato davanti ad un video) e, anche qui una conferma, il 43% che segue podcast (+1%).

Un dato che accompagna la fruzione dei podcast è l’utilizzo dei comandi vocali. Non perché siano strettamente collegati, anche se ultimamente tramite Google Assistant possiamo comandare delle app del telefono (ad es. scrivere un post su LinkedIn), ma perché indica un crescente impiego della voce come mezzo per navigare (dimezza i tempi di azione).

Tutti questi dati non fanno che confermare che il video è oramai consolidato, qualunque sia la sua finalità, e la voce sta emergendo prepotentemente. Questi sono, a mio parere, segnali che prima o poi andranno ad incidere fortemente nel B2B. E proprio il Digital 2020 di ottobre, con il suo focus sul digital at work, conferma l’ipotesi che ho ventilato parlando di eventi digitali qualche mese fa. Ovvero lavorare su eventi digitali e accompagnarne la promozione con l’utilizzo di ads e di strategie su LinkedIn.

Così scopriamo che i decision makers scoprono nuovi brand, e quindi nuovi clienti e/o fornitori, principalmente a conferenze, fiere ed eventi, che durante questo 2020 sono diventati tutti digitali e che hanno costretto tutti ad usufruire di video. Si nota poi che la seconda maniera è chiedere al proprio network: nessuno ha notato un fiorire di consulenti dedicati al mondo LinkedIn? Non mi meraviglierei se i tempi di permanenza sulla piattaforma sono aumentati in questo 2020.
Chi avesse dubbi sul fare o non fare SEO nel B2B dovrà arrendersi al fatto che è uno dei modi scelti per trovare nuovi brand, inseguito, guarda caso, dalla voce video sites (Youtube!). L’altro segnale è che i magazine cartacei hanno lo stesso peso di quelli online, e sarebbe interessante capire se si parla di ediziona cartacea e/o online, ma resta comunque il dato sulla fruizione, ovvero sul comportamento.

La sorgente di informazioni più influente rimane il proprio network. Che sia offline (di sicuro) o online, il vero driver è la fiducia. Visto questo dato, è il caso di iniziare a pensare ad una strategia circa l’utilizzo di LinkedIn, perché questo dato è molto potente. E’ anche un chiaro invito ad utilizzare LinkedIn, perché è comunque un forte touchpoint.

L’ultima nota interessante è sull’utilizzo dei social media per fare ricerche. Nessuno si stupisca se la posizione più alta è occupata da Youtube, seguito dalla triade Facebook-Whatsapp-Instagram, e poi c’è LinkedIn.

Questo report ci presenta un B2B sempre più propenso al digitale, all’impiego di video, di social media e di strategie pensate ad hoc. Questa pandemia ci sta dimostrando che anche nel B2B possiamo fare i ragionamenti fatti nel offline e calarli nel digitale, utilizzanone le leve e godendone dei vantaggi.

Lascia un commento

Your email address will not be published. Please mark all required fields.