LinkedIn in azienda, meglio regolamentarlo

  • 12 Novembre 2020

Tra i vari effetti della pandemia c’è sicuramente l’esplosione di consulenti LinkedIn, figure più o meno preparate che propongono corsi e lezioni per ottimizzare il proprio profilo e per capire come tirare poter aumentare la propria visibilità. Sono sicuramente nozioni utili, tali figure possono sicuramente rappresentare una spinta all’utilizzo di LinkedIn in azienda, il problema però è che a volte ci si focalizza troppo sul personal branding e ci si dimentica che LinkedIn può ed è anche uno strumento aziendale. Questo comporta dei limiti nel suo utilizzo  perché per un’azienda è bene regolamentare l’uso di LinkedIn, che non significa dare vita all’ufficio inquisizione, ma costruire un dialogo con il dipendente affinché quello che è un terreno potenzialmente insidioso possa diventare un modo ulteriore per costruire e rafforzare il rapporto.
Un altro motivo per regolamentare l’utilizzo aziendale di LinkedIn è che la piattaforma stessa ha dato vita ad una Policy con dettami piuttosto chiari e stringenti. Se vogliamo possiamo anche dire che sia stata abbracciata la linea del politically correct, ma mi sembra abbastanza certo che questa sia l’evoluzione della presa di coscienza di essere molto di più di un deposito di CV. LinkedIn, in certi casi, è pienamente integrato alla vita professionale delle aziende.

Vogliamo che LinkedIn rispecchi la versione migliore della vita professionale. Questa è una community in cui tutti si trattano vicendevolmente con rispetto e aiutano gli altri a raggiungere gli obiettivi professionali desiderati.

Questa è un’autentica dichiarazione di intenti: community, professionalità e rispetto. Tre aree toccate non a caso. Andiamo a vedere cosa afferma la suddetta policy.

Community
  • LinkedIn non è utilizzabile come valvola di sfogo, quindi non incitare all’odio e non discriminare nessuno in alcun modo. Non promuovere la violenza, né tanto meno renditi protagonista di episodi di bullismo. La comunicazione è importante e delicata, commettere un errore è purtroppo molto facile, è bene riflettere prima di scrivere un post o di rispondere ad un commento. Mi sembra superfluo dire che è vietato promuovere il terrorismo, però LinkedIn lo sottolinea e ne vieta la diffusione.
  • LinkedIn non è un sito di incontri, ognuno cura la propria immagine per promuoversi professionalmente, non perché abbia secondi fini. Non fare avances, è sconveniente per te e per l’immagine dell’azienda. Qui trovate un video che ha scatenato polemiche e qui la risposta, con quasi il doppio delle visualizzazioni, in cui vengono evidenziate le azioni messe in campo con la collaborazione di LinkedIn Italia. Oltre all’ineleganza della questione si rischia un bel ban.
  • Cerca di controllare sempre la fonte e la veridicità di ciò che vuoi condividere. I titoli sono usati per creare enfasi e fuorviare il lettore.  In questo campo, scherzi e leggerezze sono mal tollerati quindi non condividere fake news o articoli contenenti argomenti negazionisti. Controlla più volte una notizia che può sembrarti dubbia, prenditi qualche minuto prima di condividere. In casi come questo l’istinto è un nemico.
  • Non condividere contenuti inappropriati ad un ambito lavorativo: ciò che non vedi in tv in fascia protetta non ha motivo di esistere su LinkedIn.
Professionalità
  • Metti le tue skill professionali al servizio degli altri, non vantarti della tua esperienza anche perché chi ti guarda non vedrà l’ora che tu cada per poterti denigrare. Ci perdi tu e ci perde l’azienda. E se vieni colto in fallo, il tonfo è doppio.
  • L’attualità ha spesso risvolti professionali e a volte offre occasione di esternazione della propria opinione, è giusto ma non farne l’argomento principale dei contenuti che condividi. LinkedIn serve per creare nuove opportunità di business. Oltretutto, lo stesso algoritmo tiene in considerazione i contenuti condivisi dai profili, ergo conviene dal punto di vista della policy e dal punto di vista della visbilità.
  • La fiducia è fondamentale, su LinkedIn possiamo conquistarla soprattutto grazie alla trasparenza. Non creare un profilo falso e non dare false informazioni su di te. L’affidabilità costruita tanto duramente potrebbe crollare in men che non si dica.
Rispetto
  • Fai attenzione quando chiedi contatti personali, quando utilizzi foto ritraenti altre persone, e più in generale quando maneggi contenuti che possono coinvolgere altre persone, l’affidabilità di un professionista si vede anche da come rispetta la privacy altrui.  L’uso dell’immagine altrui è una libertà molto grande che richiede un altrettanto grande senso di responsabilità, rifletti su questo punto. Se necessario, chiedi l’autorizzazione alle persone coinvolte prima di condividere una foto che li coinvolge. Meglio perdere un po’ di tempo e tardare una pubblicazione che rovinare la propria reputazione.
  • Rispetta la proprietà intellettuale: fai attenzione quando pubblichi contenuti altrui, qualcuno potrebbe pretendere l’autorizzazione prima della pubblicazione dello stesso o una specifica dicitura. Fai attenzione all’utilizzo di marchi registrati, alla presenza di eventuali NDA e all’esistenza di brevetti. Conviene avere senso di responsabilità anche quando si tocca il business altrui.

A queste direttive aggiungerei altre linee guida che tengano conto dell’attuale emergenza sanitaria. Ad esempio:

  • Pubblicare foto dove vengono utilizzate sempre le mascherine, facendo bene attenzione a coprire naso e bocca. Mostrare se stessi con la mascherina in un momento come questo da una prima idea di quanto siamo inclini a rispettare le regole e quindi eventuali futuri accordi.
  • Rispettare il distanziamento sociale nelle fotografie. È indice di rispetto delle regole e del prossimo anche questo punto. Chi non si sente rispettato da una persona sarà poco incline a concedergli fiducia. È questo un modo per mostrarsi affidabili, proprio come ci chiede la piattaforma.
  • Prestare attenzione alle situazioni che si riprendono. Fotografare persone che distrattamente non indossano la mascherina in maniera corretta e/o persone che vengono meno al distanziamento sociale è un grosso autogol, per se stessi e per l’azienda
  • Evitare di condividere contenuti che neghino l’attuale situazione. Bisogna tenere sempre a mente che ci sono paesi nel mondo che stanno affrontando una situazione ancora più dura di quanto non lo sia attualmente in Italia. Urtare l’altrui sensibilità non può certo predisporre alla creazione di un’opportunità di business.
  • Commentare in maniera scomposta, istintiva e poco ragionata qualunque informazione inerente il COVID-19. Non è una restrizione alla libertà di espressione, che è sacrosanta ed intoccabile, ma un’attenzione a come l’opinione viene espressa: in un momento del genere è bene affrontare l’argomento con molto tatto.

Non è semplice utilizzare LinkedIn, tanto meno usarlo bene. È ancora più difficile utilizzarlo bene a livello aziendale. Di sicuro è bene creare dei gruppi di lavoro ristretti, sui quali iniziare a lavorare. A tutto ciò sarà doveroso affiancare un forte endorsement da parte dei piani alti dell’azienda. Solo così si può pensare di ottenere i risultati sperati.

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