Scarcella il finto-guru, tutta colpa sua?

  • 1 Luglio 2020

Il servizio de Le Iene del 16 giugno ha scoperchiato uno dei tanti vasi di Pandora del digitale. La trasmissione potete trovarla qua e il mio consiglio è quello di ascoltare bene ciò che Mirko Scarcella afferma nel corso del servizio. L’intervista è interessante perché permette di dire tante, tantissime cose: sul protagonista della trasmissione, sul suo target e sul modo in cui si può arrivare dove è arrivato The Choosen One.

Il servizio fa una genesi dell’ascesa di Scarcella facendo una  carrellata delle comparsate in tv e di articoli avuti sui quotidiani italiani, e prosegue con un’intervista in cui vengono messi in risalto i risultati raggiunti dalla sua Lion Holding. I nomi sono che il protagonista fa sono tutti altisonanti e noti, tutto giostra intorno all’ego e alla figura di Mirko Scarcella: dove vive, come si muove, il suo stile di vita, le sue massime. Non può non spiccare che il focus è su di lui e sulle sue (presunte) capacità.

Giornalisticamente tutto fila liscio, finché non sorge il dubbio (a caso, ovviamente!).

Brevemente: Mirko Scarcella afferma di conoscere un algoritmo segreto che gli permette di avere un boost incredibile su Instagram. Metodologie che permettono ai clienti del guru di Instagram di far ottenere ai suoi clienti, centinaia di migliaia di follower, like e interazioni. Tutte tecniche che, nel corso della trasmissione, vengono dichiarate legali e pulite. Si perché il nostro afferma continuamente che comprare follower e like è pratica scorretta e non riguarda la sua azienda e il suo modo di lavorare. Finché due esperti non analizzano i profili dei clienti di Scarcella e scoprono follower e interazioni totalmente farlocchi, provenienti da India, Far East, Africa o Amazzonia (!). Il servizio prosegue con lo smascheramento del guru che verrà poi definito guru di “Indiagram”.

Fin qui è un classico servizio de Le Iene attraverso il quale il pubblico mainstream scopre qualcosa di “torbido” in un mondo molto patinato e frequentato.

Le reazioni

Non sono un grande fan della trasmissione, quindi non fatico ad ammettere candidamente che sono venuto a conoscenza del servizio tramite altri canali (Facebook e LinkedIn).
Ho letto commenti scandalizzati, schifati, infastiditi, terrorizzati. Di tutto insomma. Come se Mirko Scarcella fosse il male del digitale da cui difendersi e da cui prendere le distanze. Manco si fosse tanto vicini a lui fino a ieri (oops!).

Mi sembra scontato affermare che truffare le persone e vendere ciò che Scarcella ha venduto, per di più in maniera tanto plateale, sia assolutamente da condannare.

Ciò che però mi ha spinto a scrivere queste righe è una riflessione un po’ diversa dalla facilità con cui troppo spesso il popolo del digitale impugna la forca e cerca di accanirsi sul colpevole.
I commenti che ho letto e i toni utilizzati mi hanno infatti dato spesso l’impressione di “vorrei ma non posso”, e a volte anche di profonda frustrazione dovuta ad invidia.
Si, insomma, una persona sbaglia (ed è ineccepibile che Mirko Scarcella abbia sbagliato)  allora perché tanto astio? Forse invidia?

Drive the traffic

Quello che più mi ha colpito di questa persona è che sia riuscita a millantare in maniera perfetta, talmente perfetta da rendersi credibile agli occhi di chi legge giornali e guarda un certo tipo di trasmissioni. Il vero fastidio non è tanto per aver truffato (non è il primo, non sarà neanche l’ultimo e non è il solo) quanto per il come ci è riuscito.
Questa persona ha tratto in inganno giornalisti della carta stampata, giornalisti televisivi ed è riuscito a convincere imprenditori. Perché non credo che i soli truffati siano quelli visti nella puntata de Le Iene.
Questa persona ha capito i meccanismi (malati) della comunicazione e i suoi conseguenti effetti e li ha cavalcati in maniera spregiudicata (e menzognera).

Mirko Scarcella ha capito che giornali e tv hanno solamente bisogno di qualcuno da vendere come “esperto”, come “guru” e di proporlo come tale, così da potersi togliere di dosso la responsabilità di approfondire, di capire e proporre un punto di vista. Mirko Scarcella ha capito che giornali e tv non veicolano informazioni ma conducono masse verso certi concetti. Lui è riuscito a portare queste masse verso la sua persona e il suo lavoro.

Mirko Scarcella è colpevole? Si, perché non si lavora in quel modo, ma applausi per aver capito come muovere le pedine a proprio favore.
Mirko Scarcella ha meriti? Si, quello di imporci a tutti di rientrare in ufficio e capire come sfruttare al meglio giornali e tv, in maniera pulita, e magari uscendo dalla retorica assolutistica del digitale.

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