Fare il doppio in metà tempo, puntare al successo con metodo Scrum

  • 30 Aprile 2020

Non sono uno sviluppatore, tanto meno un informatico, ma se vuoi lavorare nel digital, a parer mio, devi un minimo masticare certe tematiche che sconfinano proprio nell’informatica. Non sono ingegnere, ma i metodi e i processi mi piacciono molto, così ho deciso di approcciarmi ad una metodologia che nasce proprio dall’informatica.

Ho acquistato il libro senza sapere troppo bene cosa aspettarmi, ne ho letto un po’ googlando, ho cercato qualche info e poi l’ho ordinato. Ho iniziato a leggere il sommario (una cosa che mi piace moltissimo) e mi sono chiesto “cosa cavolo ho comprato?“; avevo l’impressione di essere finito tra le pagine di un libro a metà tra la motivazione e la filosofia orientale. Per un momento ho pianto i miei 20 €.

Fare il Doppio in metà Tempo - Jeff Sutherland

Poi ho iniziato a sfogliarlo, a leggerlo, sedendomi tranquillo ed è partito in questo modo un fastastico viaggio in una filosofia che mi ha veramente entusiasmato.

Jeff Sutherland è una persona sicuramente fuori dall’ordinario (qui la sua pagina wikipedia), una mente veramente brillante e fuori dal comune. L’autore è un ex-militare e non lo nasconde, lo stile narrativo a volte sembra voler portare il lettore su un immaginario fronte per combattere nemici cattivissimi. E di fatti di nemici il nostro ne ha: gli sprechi (che seguendo il Toyota Production System vede come un delitto), il personalismo lavorativo, l’improvvisazione; tutti nemici che il metodo di lavoro waterfall rischia sempre di portarsi dietro e di alimentare spaventosamente.

L’autore ci mette subito in guardia già dal primo capitolo, il mondo è cambiato e dobbiamo tirare fuori tutte le nostre capacità di adattamento, pena il soccombere sotto i nostri stessi errori. Il libro di apre con

degli avvertimenti per giungere ad un punto fondamentale: il rapporto col fallimento deve cambiare, non più un incubo, bensì un amico da incontrare il prima possibile per poter subito, agilmente, cambiare direzione e adattarsi quel cambiamento che il mondo in cui viviamo ci richiede.

Il libro scorre veramente bene, tra aneddoti, esperienze lavorative e mille consigli da buon padre, come ad esempio quello di non confondere la mappa con il territorio, un invito chiaro a mettere da parte ego e narcisismo per mettersi al servizio del proprio team. Del resto il metodo Scrum mette al centro il team per esaltare le capacità dei singoli. E tutto viene spiegato in maniera molto lineare, come creare il team, come gestirlo, come approcciare un progetto, facendo così somigliare questo testo un vero manuale, senza però la pesantezza di essere tale.

Il capitolo più bello è l’ultimo, il nono: Cambiate il mondo. Sono rimasto sorpreso dalla positività di quest’uomo di 78 anni che sprona me, 40enne ad uscire di casa per cambiare il mondo con l’entusiasmo di un bambino che apre i suoi regali la notte di Natale. Questo è il capitolo più bello perché mostra esempi di grande positività e sopratutto dimostra che si può applicare Scrum anche al di fuori dell’informatica, e addirittura anche al di fuori del digitale. Sutherland ci offre non solo un metodo per affrontare il lavoro ma sopratutto un mindset attraverso cui analizzare la realtà che ci circonda.

Fare il doppio in metà tempo è un titolo ambizioso che mantiene le promesse, ed è un testo che sicuramente riprenderò in mano, perché c’è da imparare e perché piacevolissimo da leggere.

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